Conservare tutto/“Se mi lasci ti cancello”

Cara Cinema Fermo Posta,
ti sei oggi (21 giugno 2025) occupata di chi fa periodicamente repulisti e sistematicamente butta via le cose, forse per ottenere intorno a sé stesso un ambiente pulito, ordinato, comprensibile, semplice. Io invece ho il malanno contrario. Sono un accumulatore seriale, sebbene ordinato, di vari materiali, per lo più cartacei ed editoriali. Nel mio appartamento ci sono collezioni di comics (diverse migliaia), libri e riviste di tanti tipi (fantascienza, cinema, arte, …) e le sole cose nuove che acquisto sono i “loculi” per questi materiali. Pochi giorni fa ho comperato altri due nuovi componenti Billy presi da IKEA per raccogliere e ben ordinare una longeva serie di fumetti che non riuscivo più a sistemare in casa con l’effetto, adesso, di aver ulteriormente ristretto l’accesso alla cucina con questi nuovi mobili (per non parlare delle 4 cassapanche già strategicamente disposte in casa per raccogliere annate e annate di giornalini vari). Mi domando se esista un film che affronti (e magari tenti di risolvere) questo mio problema, perché l’unica volta che ho chiesto aiuto in proposito mi è stato semplicemente risposto “Usa un fiammifero e dai fuoco a tutto”, ma non è questa la soluzione a cui sto mirando.

Grazie per i tuoi suggerimenti cinefili al riguardo.

Un indomito accumulatore seriale.

Caro indomito accumulatore seriale,
io penso che ciò che fai abbia un senso. Mi spiego meglio: se è vero che, più che circondato dalle tue passioni, sembri esserne invaso – ti confesso che quella ulteriore restrizione dell’accesso alla tua cucina mi ha messo un po’ di ansia – va anche detto che conservare soltanto i numeri più recenti di un fumetto, o di una rivista, toglie un sacco di prospettiva. Vorresti che la tua casa mostrasse solo le tue letture del momento? Non sto parlando di apparenze, intendiamoci; dello sfoggio della propria cultura qualsiasi persona sensata non se ne fa davvero di niente, ma avere attorno una buona parte di quel che si è coltivato negli anni addietro, quando si era persone diverse, di una diversa età, che vivevano in un mondo diverso, ha effetti ben più profondi. Li ha su di sé – può capitare di prendere in mano per caso un libro letto vent’anni prima – come sugli altri – chi viene a casa nostra può scoprire che condivide un interesse con la bambina o il bambino che eravamo – e può portare ad accostamenti tipo che so, Nick Hornby-Sally Rooney (ora sto parlando di casa mia) che possono suscitare associazioni cui altrimenti non avremmo pensato. Chi conserva come te ha anche libri brutti, trascurabili, di quelli alla cui sola vista scoppia a ridere, e allora forse si ricorda del sé di quando li aveva ricevuti in regalo, o comprati. Alla lettera del 21 giugno che tu citi, in cui una lettrice mi raccontava di provare piacere nel liberarsi degli oggetti, la mia risposta conteneva il consiglio di un film sulla perdita della memoria: l’ho fatto istintivamente, senza ragionarci. Oggi leggendoti, in automatico, il mio pensiero è corso a “Se mi lasci ti cancello” (“Eternal Sunshine of the Spotless Mind”, 2004), di Michel Gondry, scritto da Charlie Kaufman. Stavolta, però, ci ho fatto caso: non siamo forse in presenza del più sorprendente, commovente, metafisico film sulla memoria di tutti i tempi? Non so se esagero, fatto sta che l’emozione della prima volta in cui l’ho visto, al cinema, me la ricordo ancora bene. Da un punto di vista (leggermente) più oggettivo, ti parlo di un’opera pazzesca dal punto di vista visivo – cui oltre al genio di Gondry hanno contribuito una fotografia, di Ellen Kuras, mozzafiato, idee fantastiche di scenografia, dovute al production designer Dan Leigh, e costumi, di Melissa Toth – e, last but not least, scritta in modo geniale da Charlie Kaufman: credo che questa sceneggiatura sia il suo capolavoro. L’immagine e la parola si sposano perfettamente e si fondono diventando un tutt’uno, e se pensi che anche gli interpreti, coi protagonisti Jim Carrey e Kate Winslet in testa, sono in stato di grazia, ti chiedi ancora una volta, davanti alla magia del cinema, come diamine possa essere stato possibile tutto questo. Tornando a te, e a me che mi sono accorta di questo cercandoti una risposta, il tuo conservare, così come il gettar via della “rottamatrice per passione” che mi ha scritto tempo fa… ha soprattutto a che fare col ricordo. Per certi versi, può far bene fare spazio concretamente, eliminando gli oggetti, perchè permette di farlo anche nella propria testa e ricominciare; allo stesso tempo, cancellare la memoria del passato – il film che ho scelto per te lo racconta meravigliosamente – può far perdere il senso di chi siamo, di quel che abbiamo fatto, dei sentimenti che ci legano alle altre persone. E allora che cosa rimane di noi?

Un forte abbraccio e fammi sapere che ne pensi,

Tua Cinema Fermo Posta


2 risposte a “Conservare tutto/“Se mi lasci ti cancello””

  1. Stasera ho rivisto con molto piacere (penso per la 4ª volta) questo classico.
    Aspetterò di (re-)incontrare la mia Clementina in treno.
    Adesso per lo meno so che, se accadrà, allora dovrò approcciarla con un «Lei ha visto Rashomon?».
    P.S. Il film appena visto me ne ha ricordato un altro molto carino: Sliding Doors.
    Altro P.S. L’altro ieri ho cambiato la vecchia lavastoviglie che si era rotta (dopo 12 anni d’uso) e ti rassicuro: la vecchia e la nuova sono riuscite a passare attraverso il ristretto accesso alla cucina, senza dover spostare nessuna libreria.

    1. Avatar Caterina Iofrida
      Caterina Iofrida

      Il fatto che mi rassicura di più è che la lavastoviglie vecchia abbia lasciato la tua casa!

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