Cara Cinema Fermo Posta,
solo tu puoi aiutarmi a risolvere questo mio problema. Sono sempre stata una spettatrice lacrimosa. Qualche volta addirittura singhiozzante: ricordo una proiezione de “La prima cosa bella” raddoppiata perché piangevo così forte sui titoli di coda che il signore del cinema, entrato fra uno spettacolo e l’altro a controllare che la sala fosse vuota, non ebbe cuore di mandarmi via. Così me lo rividi una seconda volta e piansi di nuovo (per fortuna era l’ultimo spettacolo altrimenti forse sarei ancora lì). Ho pianto anche per film di per sé non lacrimevoli, ad esempio “Pane e tulipani”, o “Hannah e le sue sorelle”, o addirittura “La dea dell’amore”, giusto per citarti i primi che mi vengono in mente per via dello sconcerto causato dalle mie lacrime nei compagni di visione. Ho pianto per “Notting Hill” e per “Quattro matrimoni e un funerale”, ma quello fa piangere chiunque, credo; e qualche volta pure per “Profondo rosso” e “L’esorcista” (terrorizzata e commossa, è possibile). Piangere davanti ai film per me è sempre stato un grandissimo piacere, uno sfogo agli struggimenti, alle ansie e persino alla noia della vita di tutti i giorni. Mi facevo il mio bel pianto e poi ero come nuova, rigenerata, rilassata. Ora, da qualche tempo, direi almeno due o tre anni, vivo una vita molto frenetica perché sono cambiate molte cose nel mio lavoro dopo la pandemia, sono spesso stremata dalla stanchezza e ahimè vado meno al cinema. Ma il vero problema è che non riesco più a piangere davanti ai film. E invece sento che ne avrei un gran bisogno, che mi farebbe benissimo! E quindi, cara Cinema, ti chiedo: come mi consigli di procedere? Hai un asso nella manica, un film infallibilmente lacrimevole da consigliarmi?
Tua
Cuordipietra
Cara Cuordipietra,
come prima cosa ci tengo a dirti che condividiamo l’apertura delle cateratte al cinema e in particolare davanti ai film che tu definisci giustamente “di per sé non lacrimevoli”. Voglio confidarti qua quello che, per me, è il principe di questo filone: “Broadway Danny Rose” di Woody Allen, davanti al quale, da tredicenne, ho versato copiose lacrime che non sapevo, allora, spiegarmi in alcun modo. Sapevo solo che lo avrei riguardato molte volte, nel corso della mia vita, e in effetti è stato così, con una crescente consapevolezza dei motivi dello struggimento che quel film meraviglioso continua a provocarmi. Poi, ma che te lo dico a fare, condividiamo pure la commozione per “Hannah e le sue sorelle”, ma ora basta con quel genio di Woody: sono determinata a farti piangere con una droga nuova, che, ti garantisco, è micidiale. Sto parlando di un film irlandese del 2022, “The Quiet Girl”, scritto e diretto da Colm Bairéad e basato sul racconto “Foster” di Claire Keegan (2010). La piccola protagonista, Cáit (Catherine Clinch), è una ragazzina timida che negli anni ’80 vive con numerosi fratelli e sorelle in una famiglia che la ignora o al massimo prova fastidio per la sua esistenza, e ha problemi di adattamento anche a scuola. I genitori la spediscono allora da una cugina e suo marito, Eibhlín (Carrie Crowley) e Seán (Andrew Bennett) Kinsella, i quali gestiscono una fattoria nella campagna irlandese e hanno alle spalle una storia triste di perdita. All’inizio è solo Eibhlín ad accoglierla con calore, ma gradualmente tra la bimba e Seán si crea un affetto fatto di piccole cose e di silenzi che, cara la mia Cuordipietra, mi ha uccisa. In questo film c’è poi in particolare un dialogo tra Cáit e Seán che mi è rimasto nel cuore e che riguarda gli effetti nefasti del parlare troppo dei fatti altrui. Del finale non ti dico nulla se non che quando, nella sala del cinema, le luci si sono riaccese, mi sono vergognata per lo stato di pianto disperato in cui ero ridotta. Io ti consiglio, carissima Cuordipietra, di munirti di un paio di box di fazzoletti – quelle come noi i fazzoletti li comprano in scatola, à la Meg Ryan dei tempi d’oro – e di spararti questo film, peraltro davvero bello e poetico, su Rai Play (dove ho appena controllato e lo trovi): sono abbastanza sicura che ti regalerà la bella catarsi lacrimosa di cui hai tanto bisogno. Fammi sapere!
Un abbraccio singhiozzante,
Tua Cinema Fermo Posta


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