Buongiorno Cinema Fermo Posta,
e grazie per avermi/ci coinvolto in questo tuo simpatico esperimento. Mi ci sono fiondato un po’ d’istinto per diversi motivi. Il primo è che a volte mi fa star bene provare le novità d’impulso, il secondo è perché, essendo laureato in Cinema, sono un “chiusino”, e come ti dicevo, sto facendo fatica a trovare pellicole nuove, anche fra i classici. La terza ragione, forse la più importante, è che mi trovo in un periodo della mia vita molto delicato, e un consiglio in più non mi farebbe male. Scrivo da quando ho sedici anni, e da quel giorno, che ricordo sempre con chiarezza precisa, non mi sono mai fermato. E’ stato sempre un continuo alzare l’asticella, sempre di più, sempre di più, perché ci si affina solo con l’esercizio costante – in tutte le cose, non solo nell’arte. E sono felicissimo di averlo fatto e non aver mollato mai il colpo, nemmeno nei momenti peggiori. Ora di anni ne ho quasi trentatré, e penso che possedere il senso dello “scopo”, nella vita, sia una spinta fondamentale, assieme alla forza di volontà. Sto iniziando a vedere i risultati dei miei sforzi solo ora. Sono spiragli sottili, eppure mi abbagliano. Dopo un anno di lavoro, ho concluso il mio romanzo e sto cercando di farlo arrivare su uno scaffale, provando nel mentre a trovare un editore che creda non solo in quella storia, ma in come è stata scritta. Io, da autore, non amo essere al centro dell’attenzione. Preferisco la traslucidità, conta solo il testo. Tutto ciò che c’è intorno è orpello. Quello che più mi preme, e che spero, è che fra un mese, uno, due anni, non so quanto, alcune delle mie storie entrino nelle vite altrui come hanno fatto i film e i romanzi con me. Mi piacerebbe, per quanto velleitario possa suonare, ispirare gli altri, o quanto meno tener loro compagnia, sostenerli con quello che scrivo. Davanti a me, ora, si prospettano pochissime certezze e tante pagine bianche, letteralmente e non. Grazie per avermi concesso questo momento di confronto con te. Forse uno dei tuoi film mi aiuterà ad avere una visione più nitida del futuro.
Anonimo
Caro Anonimo,
innanzitutto, complimenti per aver completato il tuo romanzo. Nella scelta di un film che ti accompagni nel tuo futuro di scrittore, mi sono fatta guidare dalla tua urgenza di, come dici, “entrare nelle vite altrui”: ho voluto prenderti alla lettera. Per me, il film che ti tornerà davvero utile nei prossimi anni è “Misery non deve morire” (“Misery”), uscito nel 1990, diretto da Rob Reiner e scritto da William Goldman sulla base del romanzo “Misery” di Stephen King, del 1987 – peraltro la prima opera di King che io abbia letto, fantastica. Il protagonista, lo scrittore Paul Sheldon (James Caan), con la sua serie di libri di genere “victorian romance”, la cui protagonista è Misery Chastain, riesce decisamente nell’obiettivo di cui parli: entra nelle vite altrui talmente tanto da rischiare la vita! Tutto comincia con un incidente d’auto nella neve dal quale viene salvato da Annie Wilcox (Kathy Bates), una fan appassionata della serie. Forse troppo appassionata… mi fermo qua perché il resto devi scoprirlo col film, che è un gioiellino di suspense e ironia hitchcockiane. L’interpretazione della Bates è indimenticabile e spero ti serva da ammonimento: va bene perseguire i propri sogni, ma anche un po’ di prudenza non guasta! La vita dei lettori e, soprattutto, delle lettrici può pure rimanere a qualche passo di distanza.
Sperando che ti godrai questo filmone, che colgo l’occasione per riguardarmi, ti abbraccio!
Tua Cinema Fermo Posta


Lascia un commento