Abbandonata all’improvviso/“Donne sull’orlo di una crisi di nervi”

Ciao Cinema Fermo Posta,
serve film per situazione da manuale, e cioè intensa passione clandestina terminata classicamente e improvvisamente col silenzio dopo le alte vette. Una specie di botto, insomma la classica cosa tra una persona normale e un narciso. La persona normale però è normale davvero quindi capisce la dinamica e procede nella sua vita ma serve un film di rinforzo.

Grazie,

Ali

Cara Ali,
mi pare di sentirlo, il silenzio di quelle risposte mancate, quando pochi giorni prima la voce dell’altra persona era ovunque, tra telefonate e messaggi vocali, come accade tra amanti. Che si tratti di smartphone o grossi telefoni col filo, di WhatsApp o di ingombranti segreterie telefoniche a nastro, non cambia granché, tranne che, nel 1988, si poteva strappare via il grosso telefono dal muro e scaraventarlo giù dalla finestra per staccare definitivamente la comunicazione. È quel che fa Pepa (Carmen Maura), esasperata dal non riuscire a parlare con Iván (Fernando Guillén), l’uomo che l’ha abbandonata, improvvisamente e senza spiegazioni, dopo una storia d’amore passionale: naturalmente ti sto consigliando la visione di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, di Pedro Almodóvar. La voce di Iván la sentiamo subito, all’inizio del film, nella sequenza del sogno di Pepa, in cui l’uomo cammina con un microfono in mano, incontra le donne più diverse e rivolge loro apprezzamenti, iperbolici e stereotipati, fino a che, finalmente, l’ultima gli risponde a male parole. È l’unica sequenza in bianco e nero in un film coloratissimo e dominato dal rosso, forse proprio a sottolineare la pochezza della visione delle donne, e del mondo, che appartiene all’amante donnaiolo ed egocentrico di Pepa. La sua voce la risentiamo poco dopo nel doppiaggio, registrato in differita da Iván prima e da Pepa poi, della mitica scena di “Johnny Guitar” in cui Joan Crawford e Sterling Hayden si rincontrano. Pepa sviene dall’emozione, con tutto che si tratta della voce di un uomo falso e, in fondo, sempre uguale. Ci siamo passate davvero tutte, Ali! Guarda, ti confesso pure che quando ho appeso la locandina di “Donne sull’orlo” nel mio salotto, all’incirca quindici anni fa, già adoravo il film, ma non mi aspettavo realmente che la mia vita amorosa e quella delle mie amiche avrebbe finito per assomigliare a quella di Pepa, Candela, Lucía, Marisa e Paulina. E invece, carissima… oggi, che ho all’incirca l’età di Pepa, ti posso dire che non ci siamo fatte mancare niente! Eppure, la locandina è ancora lì, un divano sopra al mio divano. Forse perché, verso il finale del film, c’è questa battuta, “Iván non sa viaggiare da solo”, che a me, pure quando sono triste, ansiosa o disperata… fa sempre rotolare dal ridere. Spero che ti farà lo stesso effetto!

Con affetto,

Tua Cinema Fermo Posta


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