Cara Cinema Fermo Posta,
vorrei un film per tutte le cose che mi danno sui nervi senza ragione. Un film per quando rompo la mia tazza preferita, dimentico di mettermi gli orecchini, non ho comprato il latte e ho un pacco in giacenza chissà dove.
O forse, voglio un film a cui dire la rabbia nascosta dietro i miei gesti rotti: quella rabbia che sta oltre le colline nella mia testa, un gigante a cui non riesco a dare un nome.
Grazie!
MTRS
Cara MTRS,
ho pensato a lungo al consiglio da darti. La tua è una lettera molto interessante, si apre come una commedia, ma, andando avanti a leggerti, scivola velocemente nel perturbante. Mi sembra di vederlo, un film che comincia con te che fai colazione tutta giuliva ma ti casca la tazza, poi appena uscita ti cerchi gli orecchini con una mano e non li trovi, ti batti una mano sulla fronte per aver dimenticato il latte, poi ci ridi su; piccole faccende quotidiane che introducono un personaggio che sa vivere con leggerezza e conosce, perfino, la felicità. Ma proseguendo nella visione, come nella vita, ci accorgiamo di come dietro ai piccoli turbamenti innescati dalle sciocchezze ci possano essere abissi, e sentimenti selvaggi cui non vogliamo dare voce, come la “rabbia senza nome” di cui mi racconti. Ho pensato e ripensato, dicevo, e in effetti questo film esiste! È stato girato da Mike Leigh nel 2008, e il suo titolo italiano purtroppo è “La felicità porta fortuna – Happy Go Lucky”. I titolisti italiani hanno contribuito, assieme ad altri elementi, a farne, a mio parere, un’opera gravemente fraintesa da molte persone. È pur vero che si tratta, in apparenza, di un vero e proprio “Feel-Good Movie”, in cui la protagonista, Poppy (Sally Hawkins) sembra aver trovato il segreto per una vita felice e la rabbia feroce c’è, ma affidata a un altro personaggio, Scott (Eddie Marsan), la cui importanza può essere sottovalutata. Eppure, secondo me, a guardare con attenzione, grazie al personaggio di Scott e non solo, è lampante che sotto alla superficie ci siano tanti di quegli strati di profondità… non voglio dirti altro, se non di fare caso allo sguardo di Poppy, quando è inquadrata in un momento di silenzio. Leigh per me si dimostra pienamente un maestro proprio quando riesce a raggiungere questa sottigliezza, a raccontare con ambiguità, come qui e nel suo capolavoro “Another Year”. E Sally Hawkins è un’attrice pazzesca. Fammi sapere che cosa ne penserai tu e, soprattutto, se la mia cura avrà sortito l’effetto che desideravi…
Con affetto,
Tua Cinema Fermo Posta


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